L’agenda digitale in Italia: un traguardo o un punto di partenza?

In un’intervista al quotidiano “La Repubblica” del 6 febbraio u.s., il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sottolinea, unitamente al valore epocale del corrente processo di digitalizzazione della Società e dell’Economia nei Paesi appartenenti all’area comunitaria, l’importanza dell’avvio nel nostro Paese della cosiddetta “Agenda digitale”, con l’istituzione di una cabina di regia voluta dal Primo Ministro Mario Monti al fine di conferire efficacia e contestualizzazione alle diverse azioni finalizzate alla sua realizzazione.

Fra queste, particolare rilievo assume l’azione di azzeramento del cosiddetto “digital divide”: una sorta di guado tecnologico che interessa ancora 6 italiani su 10, non in grado di interagire con le correnti tecnologie ICT.

A tal proposito, appaiono del tutto coerenti i contenuti della proposta di legge Severi, relative alla necessità di adottare “ […] misure urgenti per lo sviluppo della domanda di servizi digitali”. A parte il legittimo riferimento allo sviluppo delle tecnologie ICT come efficace strumento per uscire dalla crisi corrente, ciò che preme in queste pagine è sottolineare, coerentemente con i contenuti della nostra offerta nel settore digitale, quanto l’On. Severi propone fra gli obiettivi da perseguire in Italia, nello specifico: “ […] migliorare l’alfabetizzazione, le competenze e l’inclusione nel mondo digitale, in particolare attraverso programmi di e‐accessibilità in grado di superare le disparità nella formazione digitale dei cittadini”.

E più avanti, all’art. 11 dello stesso documento, in cui l’On. Severi prevede “[…] la realizzazione di un programma pubblico di alfabetizzazione informatica dei cittadini, ed in particolare delle categorie a rischio di esclusione, mediante idonei percorsi formativi”. A tal proposito, infatti, Severi sottolinea come l’Agenda digitale europea, cui le iniziative italiane si riferiscono, rilevi quanto ancora “ […] l’Europa soffra di una crescente carenza di competenze professionali nel settore delle ITC e di analfabetismo digitale. Queste carenze escludono molti cittadini dalla società e dall’economia digitale e limitano il forte effetto moltiplicatore sull’aumento della produttività che deriverebbe dall’adozione delle ITC. Questa situazione richiede una reazione coordinata, la cui iniziativa spetta agli Stati membri e alle altre parti interessate

Quale la soluzione per il nostro Paese?

Sempre l’art. 11 della proposta Severi prevede che “[…]il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, avviino percorsi formativi della popolazione utilizzando le dotazioni organiche e le strutture della scuola pubblica. Analogo impegno è richiesto, nel rispetto delle proprie prerogative, alle Regioni.”

Sin qui la disamina degli eventi.

Auspicando, in quanto ampiamente condivisi, l’integrale accoglimento dei contenuti della proposta Severi in materia di quella che si prefigura come una vera e propria lotta all’analfabetizzazione digitale, come fattore prerequisito per il buon esito delle azioni governative in materia di implementazione dei servizi informatici e di rete (e non poteva essere altrimenti in considerazione della nostra Mission aziendale), Certipass raccoglie la sfida implicitamente lanciata ai Competitor del settore, fra cui la nostra Società è legittimamente inserita, nel rispetto della validità delle diverse proposte che, sicuramente, tutti saranno chiamati a formulare in quanto organismi di certificazione delle competenze digitali, ancor più attori, rispetto al passato, del profondo processo di rinnovamento del tessuto culturale, economico e sociale del nostro Paese.

One thought on “L’agenda digitale in Italia: un traguardo o un punto di partenza?

  1. Avelluto says:

    Qui si parla di utilizzo funzionale degli strumenti tecnologici, ma potrei garantirvi che vi sono tantissime persone che non si sono mai cimentati neppure ad imparare la tastiera che supporta il PC Come fosse una banale macchina da scrivere. Inoltre vi sono tantissimi ragazzi che, imparano ad usare il PC, privi di qualsiasi guida e numerosi sono gli errori da essi commessi. (Non stupisce ad es. vedere che vi siano alcuni soggetti che utilizzano la tastiera con due dita limitando di gran lunga la celerità nella composizione di un testo)

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