Conferenza Stato-Regioni del 19 aprile 2012

Non saranno sfuggite all’attenzione degli addetti ai lavori nel settore della certificazione di competenze ICT le risultanza della recente conferenza Stato-Regioni, tenutasi a Roma il 19 aprile u.s.

L’ordine del giorno dell’evento, di per sé già denso di argomenti, veniva integrato appena due giorni prima dell’assemblea con un punto relativo alla discussione su “Accordo tra Governo, Regioni e provincie autonome di Trento e Bolzano per la definizione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze comunque acquisite in apprendistato”, sottolineando efficacemente l’attenzione delle Istituzioni verso un settore importante, quale quello per l’appunto della certificazione delle competenze sviluppate e consolidate secondo percorsi di apprendimento formali, ma non solo.

La Conferenza, avvalendosi di quanto disposto dall’art. 4 del DL 281/97 (relativo alla possibilità di stringere accordi “al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune”), stabiliva alcuni punti comuni di riferimento che, in assenza di un quadro normativo specifico, dovrebbero fungere da linee guida per orientare le attività finalizzate a certificare competenze nei diversi settori da parte di Enti in tal senso autorizzati. Fra queste assume particolare rilievo la “valorizzazione degli apprendimenti acquisiti sia in percorsi di istruzione/formazione sia in contesti lavorativi e di vita quotidiana”: un chiaro riferimento alla politica di validazione degli apprendimenti a carattere non formale e informale che rappresentano il principale terreno di confronto fra gli Enti certificatori attualmente impegnati nel settore ICT.

Se poi ci addentriamo nel documento finale della Conferenza, analizzando le definizioni attribuite ai vari significanti che caratterizzano il settore (dalla definizione di competenza a quella di apprendimento formale, non formale e informale, per terminare con la definizione di figura e profilo), ci accorgiamo come le scelte che da tempo caratterizzano la Mission di Certipass risultino del tutto coerenti con le istanze comunitarie e nazionali in materia di sviluppo di percorsi di educazione permanente e di mobilità delle competenze acquisite. Un’attenzione che si è concretizzata in percorsi di certificazione definiti “di settore”, spendibili cioè in specifici ambiti di intervento (a partire da quello dei Docenti, asse portante dello sviluppo delle nuove generazioni).

Riteniamo di dover proseguire su questa strada, potenziando la nostra offerta di servizi e rendendola ancora più puntuale e rispettosa delle esigenze di un’Europa (ma non solo) che richiede a quanti decidono di intraprendere in modo trasparente e impegnativo la strada della certificazione delle competenze azioni decise e sinergiche con le Istituzioni, evitando facili luoghi comuni e improvvisazioni. È una sfida che Certipass conferma di raccogliere, e che si impegna a vincere.